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numero della registrazione presso il Tribunale della Stampa di Roma:
n° 537/2005
direttore responsabile:
Paola Severini
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Per vario titolo intendiamo sia i campi di applicazione (che vanno dall’assistenza ai disabili all’attenzione per le minoranze, alle battaglie ambientali e a quelle per la salvaguardia e la fruizione dei Beni Culturali, Ambientali, Informativi, Infrastrutturali, del Welfare), sia il tempo che i singoli dedicano a questo mondo (da poche ore ad addirittura intere annualità), sia l’esborso di denaro da parte dei singoli (di entità assai variabile ma sempre consistente). In Europa la situazione è sostanzialmente simile a quella del nostro Paese. Questa globalità di interessi, desideri e concezioni nuove della società (che infatti è vista e giudicata sotto “una lente solidale”) fa sì che non si possa più delegare soltanto alle strutture competenti (quelle per intenderci che si occupano per mandato istituzionale di Welfare) ma che temi di tale diffuso interesse diventino patrimonio comune. Anche per questi motivi, sulla spinta del gruppo Angeli, i Beni Culturali del nostro Paese, nella loro più alta e istituzionale espressione, si sono impegnati nel settore per ben quattro anni. Un settore che comprende persone svantaggiate fisicamente e psichicamente per brevi o lunghi periodi e che conta per gli handicappati, in Italia circa 4 milioni di individui, in Europa più di 50 milioni. La sensibilità del Ministero dei Beni Culturali Italiano si è concretizzata nella realizzazione, dal 2001 al 2004, di “Musei Aperti per Tutti”, azione nata per favorire la fruibilità dei Beni Culturali Italiani ai disabili fisici, psichici, sensoriali, azione progettata, coordinata ed eseguita dal gruppo Angeli. Questa esperienza e la necessità di coinvolgere tutte le terminazioni istituzionali insieme al mondo del volontariato, ha portato oggi alla creazione dell’Associazione “Italia per tutti” che poi diverrà “Fondazione Italia per tutti”, con la fattiva partecipazione (in qualità di soci fondatori) dei cinque Ministeri competenti e della Rai. Crediamo che il problema delle barriere architettoniche e culturali coinvolga un numero sempre maggiore di utenti (data la senescenza della società in cui viviamo) e quindi la responsabilità della risoluzione del problema stesso non riguardi più soltanto, o principalmente, il Ministero dei Beni Culturali. © 2006 copyrigther angeli press
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